mercoledì 27 agosto 2008

DOVE ti porta al cuore


vorrei parlare di tutto e di niente. Mi godo un po’ di meritato riposo. Mi godo un po’ di spensieratezza. Sono alla ricerca di un nuovo deodorante, e posso permettermi di dire che in questi giorni è uno dei miei pensieri principali, tutto ha un inizio e una fine e scoprire che hanno smesso di fare il deodorante che usi da una vita è un vero trauma. Tipo ricominciare da zero. E così sia. Ricomincio da zero, ricomincio da qui, da un deodorante nuovo adatto a me..

Listening to “Speed of sound” Coldplay

lunedì 21 luglio 2008

con calma, con molta calma

Vado a Rosa un po’ prima nel fine settimana, è sempre una para trovare un parcheggio. Provo a fare un giro per il centro..nulla. Provo a vedere nella viuzza stretta che affianca la piadineria..ma niente, non ci sto. La mia Tipo è leggermente lunga e non ci sta :-(
Retro e via, setaccio il parcheggio della chiesa..nulla. Ormai si fanno le 4 dovrei già essere in servizio..i miei dieci minuti di anticipo si sono fottuti in false speranze. Rifaccio il giro per il centro, vedo un buco, provo qualche manovra (senza servosterzo) ma niente da fare..non ci sto neanche qui :-( Passa una coppia sui 45, tipici della coppia senza figli, di quelle coppie che sembrano aver tutto programmato, maniaci della precisione. Lui ombrellone e frigo e minizaino e cappello alla pescatora, lei zaino e occhiali da sole rotondi con la catenella per tenerli al collo, capelli biondicci raccolti in qualche maniera, una crocchia appassita..lei svampita. Lei mi guarda e mi fa capire che stanno per andare via..mi illumino.. .. ..ho trovato un parcheggio :-D Sono di fronte a me, posto ghiotto all’ombra, aprono l’auto, un’opel corsa o qualcosa di simile. Lui si dedica al bau(l)e, sistema per bene l’ombrellone in fondo. Lei spalanca le portiere. Lui sistema il frigo. Lei nel frattempo si dedica a togliere tutte le varie tendine parasole di cui l’opel è tappezzata. Lui apre il frigo, sorseggia lentamente dell’acqua. Si fa tardi ma non posso fare molto, mi accendo una sigaretta. Lui chiude il frigo giostyle, passa lo zaino a lei che lo sistema nel sedile posteriore. Lei estrae una busta di plastica, la passa a lui. Lui si siede in macchina e si toglie a colpetti leggeri la sabbia dai piedi -per un attimo sembra un massaggio- fruga nella borsina e si cambia le ciabatte. Lei nel frattempo chiude le portiere. Si tiene i sandali ma non ha sabbia lei. Prova a vedere se ha abbastanza spazio per salire in auto. Ma non ce la fa. Hanno a disposizione 6 metri dietro e un mezzo metro abbondante davanti per fare tutte le dovute manovre. Ma nulla. Lei si piazza lì e come la più svegliona delle vigilesse le indica tutte le manovre da fare..sale in macchina, e non contenti decidono di fare inversione di marcia. Mi sto fumando il filtro ormai. Hanno liberato il posto. Parcheggio. Mi osservano. Io gentilmente faccio un cenno con la mano e li ringrazio.. mi guardo in torno e nel frattempo si erano liberati altri trenta parcheggi intorno a me.. Non c’è fretta..con calma, con molta calma..Grazie e buona giornata.

Listening to “Lovesongs (they kill me)” Cinema Bizarre

martedì 15 luglio 2008

caos calmo (non il film)

Penso che il testo de “Il solito sesso” di Max Gazzè sia uno dei migliori che abbia mai sentito. Penso che lo voglio vedere dal vivo.
Penso che a certe persone faccio antipatia, ma da un lato non mi interessa, dall’altro un po’ mi dispiace perché spesso non vanno più in là dell’antipatia iniziale.
Penso che il figlio di Maradona sia un gran maleducato.
Penso che i miei si subiscano tutti i miei malumori raramente provocati da loro.
Penso che avrei voglia di leggere un bel libro. Proprio di divorare un libro.
Penso all’ultima stella cadente che ho visto..di ritorno dai Baustelle :-D
Penso che il desiderio non s'è ancora avverato.
Penso che ci sono persone che non sento mai ma che so che ci sono.
Penso di sembrare menefreghista a volte.
Penso tanto che mi fa ridere che la gente mi reputi menefreghista.
Penso di essere in panchina..penso che sia una partita importante e io sono seduta qui che osservo.
Penso che il mio lavoro mi piace.
Ma penso anche che è fatto di tante rinunce.
Penso che mi rifarò.
Penso di essere fuori allenamento.
Penso che mi serva l’estro per fare una cosa fatta bene.
Penso che mi dispiace che ultimamente non ho tempo e ispirazione per fare delle foto.
Penso di essere ottimista. Penso che il tempo mi farà ritornare la mia ispirazione.
Penso a oggi e al mio taichong di aghi nelle gambe
Penso che è scesa la notte e come al solito tutti i rumori che mi tengono “compagnia” durante il giorno non ci sono più e rimango sola coi miei Penso e i miei fantasmi.
Penso al mio T9 che conosce perfettamente Donatella Raffai
Penso che dire Alzarsi con il piede sbagliato o Avere la luna storta sia una gran bella scusa.
Penso che ci sia sempre qualcosa dietro.
Penso che me ne andrei in Norvegia..nella terra del sole di mezzanotte..
Penso che “E penso a te” di Battisti sia un’altra grande poesia.
Penso che a Cavarzere faranno la notte bianca..allora ci sta anche l’adsl a Loreo.
Penso di sentirmi confusa e felice? No!
Penso che alle superiori avevo il portafoglio di Batz Maru.
Penso che le lenti a contatto non fanno per me.
Penso tra me e me.
Penso che ora me ne andrò a letto..

Listening to “Every morning” Sugar Ray

martedì 1 luglio 2008

"Imbarazzante giovinezza lamè.."




I fotoromanzi con Massimo Ciavarro rimangono decisamente i migliori.
Listening to "Pregherò" Adriano Celentano

mercoledì 25 giugno 2008

INTERVALLO

Se la mia vita fosse un film forse sarei solo una comparsa, forse sarei quella che muore subito, o quella che salta fuori ogni tanto, o la cattiva che ostacola i protagonisti. E vissero felici e contenti. Gli altri. Titoli di coda e scorgo ilo mio nome solo dopo quello degli sponsor e della cuoca della mensa degli attori. Forse mi illudo di essere la protagonista. Magari sarei quella che apre la porta in Non aprite quella porta, sarei la Maria Rosa de Il ragazzo di campagna, sarei quella che rimane intrappolata nella biblioteca de L'alba del giorno dopo, sarei la Joy Potter che non riesce a scavalcare la finestra di Dawson.. E mi viene il dubbio che la mia vita sia adatta a ben altri protagonisti, altri attori, migliori di me..forse è proprio perché finora nessuno mi ha mandato un copione!

Listening to “Rehab” Amy Winhouse

venerdì 20 giugno 2008

Portami fuori a cena Baustelle!

Ieri sera sono stata a vedere i Baustelle in concerto per la seconda volta nel giro di qualche mese. La prima volta risale all’otto marzo all’Estragon di Bologna. Si cambia location e si passa alla festa della birra (Porky’s Beer) a Cento (FE), tra il fango, l’erba scivolosa, il mercatino, il profumo di dolciumi, la porchetta e la birra attendo i Baustelle. Fumo. Mi sento come quella volta mentre aspettavo Nek in concerto a Piove di Sacco. Adolescente. Stavolta ho anche la fortuna di arrivare puntuale, e vedere la loro entrata. Lui in giacca elegante grigia e lei t-shirt bianca e gilet nero. Bellissimi. Preferisco questa location estiva, il palco, Baustelle, a sinistra la luna piena e alle mie spalle il luna park. Si pescano emozioni in ogni cd, si parte con una bellissima intro dal nuovo disco, si spazia da Charlie fa surf, a Alfredo, Baudelaire e quel suo verso che mi fa morire “datti al giardinaggio dei fiori del male” e poi si rispolverano vecchi pezzi, arriva I provinciali, una versione da paura de Il corvo Joe, a sorpresa Sergio, La guerra è finita, e addirittura La canzone di Alain Delon, una vera gioia per noi fan più smaliziati, poi un bellissimo medley tra Gomma e La canzone del riformatorio arrangiata nuovamente ma che comunque non manca di emozionarmi. Ma la sorpresa più grande è stata riconoscere dalle prime note Un romantico a Milano, la mia preferita, la canzone che a Bologna non avevano fatto e che io speravo tanto di sentire, occhi lucidi e mi godo lo spettacolo in questo posto dove anche la luna piena sembra gradire la musica dei Baustelle e la voce dolcissima e glaciale di Rachele. Dal vivo sono fantastici, chiudo gli occhi per percepire ogni minimo suono, poi li osservo. Osservo come Francesco riesce ad interpretare i suoi pezzi con grande maestria grazie ad un appropriato linguaggio di gesti e movenze, osservo Rachele prendere in mano il tamburello e battere il tempo con uno stile che solo lei sa fare..forse è ora di rivalutare il panorama musicale italiano no?

sabato 7 giugno 2008

Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e l'adulterio di Olivia Liechtenstein.
Non so perchè ma questo libro me lo sono trovato in macchina stanotte..boh..
Ricetta per un bel pasticcio1 parte di donna sessualmente trascurata1 parte di
maschio insoddisfatto, esotico e cacciatore2 parti di voglia di avventura1
pizzico di stanchezza e di libera uscita solitària3 gocce di inebriante essenza
di desiderioMescolare il tutto e attendere il risultato (tenersi a debita
distanza perché potrebbe esplodere).
Listening to "L'amore non si spiega" Sergio Cammariere

domenica 1 giugno 2008

Questa sera ho potuto concludere che se hai un ematoma o una botta che ti fa male sul braccio sinistro tutti..e dico tutti ti toccheranno, picchieranno, sfioreranno con forza il braccio sinistro. Anche se devono solo passare, anche se ti salutano amichevolmente, anche se ti spingono scherzosamente.. é una legge.

Listening to "BEautiful that way" Noa

giovedì 29 maggio 2008

QUESTIONE DI SGUARDI. "I segnali spesso non significano mai.."

Ci sono sguardi che si incrociano per caso, sguardi fugaci, rubati, istanti e istantanei. Guardare per sedurre, osservare, perdersi in un gioco di sguardi, come una scena al rallentatore, dirsi qualcosa senza parlare, sguardi che ci emozionano o che ci fanno male, sguardi di intesa fra due persone. Sguardi ammiccanti o “solo” complici, affascinanti e misteriosi. Occhi che non riusciamo a fissare, altri in cui ci perdiamo e vorremmo perderci sempre, occhi che si schivano per paura, che spaventano o rassicurano, occhi che sanno sorridere e occhi che non smettono di piangere, occhi che ci rivelano senza che ce ne rendiamo conto e che lasciano trasparire qualcosa di noi che vorremmo rimanesse solo nostro..uno sguardo vale più di mille parole, se è una frase fatta un motivo ci sarà..

Listening to "Io vorrei..Non vorrei..Ma se vuoi" Lucio Battisti

venerdì 23 maggio 2008

'O Zulù! Che sia solo fame chimica?


Dj set fatto di revival anni 80-90 e qualcosa dei giorni nostri, per sbaglio. Trash, Rettore..Carrà. 883. Eiffel 65, sempre se eran loro quelli di I’m blue. I Vengaboys con Boom Boom Boom. La canzone de La storia infinita. Storico. E in fondo in fondo.. Meg, con Distante. E’ nella mia play list da una settimana, la consiglio. Mi sembra di sentire un tentativo nascosto di somiglianza con Björk, ma ci sta, questa le è uscita bene. Björk mi piace e Meg pure. E’ il mio consiglio del mese. Credo che Meg si ricordi soprattutto per uno dei progetti più carini della sua carriera, la canzone Nessuna Certezza in trio con Elisa e Federico Zampaglione (leader dei Tiromancino). Canzone che a suo tempo ho adorato, e che rispolvero volentieri. Ma anche Quello che sei per me con i 99 Posse era carina.. Trovo interessante quanto coraggioso il suo ritorno da solista..ma..quel bravo guaglione di Zulù?

martedì 6 maggio 2008

l'occhio di Ari

Sono tornata a Londra dopo quattro anni. E ripeto, era ora.. tornare in un posto così lontano dopo qualche tempo fa uno strano effetto, avvolta da un turbinio di emozioni indescrivibili. Lo ammetto, non ero pronta, non avevo realizzato il fatto di tornare a Londra fino a quando non ho ripercorso la strada che dall’aeroporto di Stansted mi porta direttamente nel centro della città. Ho riconosciuto delle vie familiari, cazzo fa fico definire famigliare un posto come Londra. Forse sarà troppo ma io Londra me la sento dentro, l’ho sentita un po’mia fin da subito, amore a prima vista. Arrivo in tarda serata, seduta in uno dei taxi neri, con l'autista a sinistra e il portafoglio pieno di sterline...cosa posso desiderare di più??! Hotel a South Kensigton, stanze come cuccette, ascensore scricchiolante, impera la moquette, assenza di bidet, camera impostata da corridoio e leggermente squallidina. Non mi aspettavo granchè, però non mi lamento, a pochi passi dalla “tube” e vicinissimo ad un market aperto anche di notte, un simil Apu londinese più ristretto e che vende la birra sottobanco anche se non può. Breakfast scarsa e poco sostanziosa, ma fortunatamente la zona ci offre ricche colazioni all’inglese a 5 sterline o poco più. Non mi lamento nemmeno del clima, di pioggia ne abbiamo presa abbastanza ma solo il primo giorno, poi ci siamo godute due giorni di cielo limpido e un bel sole caldino. Una cosa che mi piace è accendere la tv e vedere le previsioni meteo, non capirne molto ma vedere la sagoma della Gran Bretagna, mi fa strano, sempre. Ho visto il cambio della guardia, e mi dispiace dirlo ma credo sia tutto tempo perso, se poi attendi l’evento sotto la pioggia la cosa mi scazza ancora di più, le guardie che stanno ferme impalate tutto il giorno. A un tratto si muovono, fanno due passi di marcia, roteano il fucile, e si rimettono ferme. E noi le fotografiamo. Però mi sono rifatta con un giro alla National Gallery e al British Museum, ingresso gratuito. Nel primo spicca la stele di Rosetta e nel secondo basta solo osservare come ci accoglie l’edificio per restarne stupiti. Ce l’ho fatta finalmente..ho fatto il giro nella tanto attesa ruota panoramica di Londra, il London Eye, confesso di non averla guardata tutta prima di salirci, per paura di cambiare idea, gran bel panorama, anche se leggermente soporifero ma mi sono trattenuta sveglia per osservare il cielo da lassù. Adoro Notting Hill e i negozietti e le bancarelle che ci sono lì, cose assurde, guantoni di cuoio, accessori vintage per giocare a golf, mezzi busti, manichini, macchine fotografiche, vecchi abiti retrò, collane, orecchini..di tutto. Nelle stazioni della metro, una voce dall’oltretomba ci avverte di fare attenzione al gradino tra la banchina e il treno. Ci sono anche dei manifesti che ribadiscono il concetto. Mind the gap. Giro di rito al museo delle cere (Madame Tussaud’s), e relax lungo Oxford Street, di importante rilevanza Hamley’s, un negozio di giocattoli enorme, dove tutti i commessi sembrano degli eterni Peter Pan, sbarbati e pagati per giocare e dispensare sorrisi, e dove ho scoperto che vendono la neve finta, una sorta di prodotto chimico che diluito con acqua diventa neve, ma.. troppo soffice. Ci sono un sacco di persone il cui unico lavoro è reggere un cartello. Sul cartello c’è la pubblicità di qualcosa. Spesso è solo un negozio che dista a mezzo metro. Il Tower Bridge è sempre un’emozione, è forse il mio scorcio di Londra preferito, si vede come si incrocia il moderno con l’antico, la storia e l’evoluzione, unica concorrenza il Big Ben. Qui sembrano tutti attori, tutti diversi, e camminare per le vie del centro è come stare in un film. Ho tralasciato un po’ di cose non perché meno importanti ma perché altrimenti potrei fare un blog solo su Londra, vi consiglio vivamente di portare i vostri figli al Natural History Museum, famoso per il dinosauro gigante (che a me non esalta granchè) ma soprattutto interessantissimo e curato nei minimi dettagli. Per i figli più grandi consiglio un giro per Camden Town fa sempre bene e ci trovi sempre qualcosa da comprare risparmiando qualche sterlina, per le mamme invece basta rinchiuderle da Harrods, troppo enorme e dispersivo, e non fa proprio per me.. Mi dispiace solo di non essere riuscita a fare un paio di cosette che avevo in programma, vedi passare per l’Holland park e fare una foto (leggermente fuori mano), andare da Tesco e prendere la salsa barbecue (mi sono dimenticata) e mangiare jappo al Wagamama (sempre troppo full)..ma non ha importanza, dovrò pur ritornarci ancora! Faremo anche questo sforzo..


Listening to "Have a nice day" Stereophonics

mercoledì 23 aprile 2008

Era ora!

Domani a quest’ora dormirò sotto il cielo londinese. Non mi pare vero. Mi sembra di guardare questo viaggio e i preparativi sotto l’ottica di una terza persona. Non lo so, non ho ancora realizzato il tutto. Forse è anche l’elemento valigia che non mi fa sembrare di dover partire, eh si non l’ho ancora preparata. Il volo è fissato per le 22,30. Arrivo nella city previsto per le 23 e 30, per chi non lo sapesse a Londra si anticipa l’orario di un’ora, praticamente si mette la lancetta indietro di un’ora ahah. Starò via solo tre giorni pieni, peccato, amo Londra, amo respirare l’aria di Londra, amo essere a Londra, amo dire che vado a Londra, la amo anche se non ha il bidet. Voglio essere ambiziosa e trovare un paio di converse abbordabili rosa antico, una maglia col mirino e una t-shirt col cappuccio. Voglio superare il mio sogno e farlo diventare realtà: salire sul London Eye. Londra è stata la mia prima avventura fuori casa, mai preso un aereo prima, mai uscita al di fuori della provincia-regione-stato-ecc.. e mi ritrovai nella città, caos di gente multietnica ferma al semaforo in attesa del verde (adoro la scena della massa che attraversa la strada), che corre per non perdere la metro, che passeggia, che mangia per strada camminando, che fa footing.. Non mi par vero di tornarci dopo 4 anni. Non voglio perdere nemmeno una sensazione, imprigionerò (nel mio taccuino) tutto ciò che sono in grado di fare. Stansted non fare scherzi, che già sono 26 € a bagaglio in stiva! J’arrive..


Listening to "All I wanna do" Sheryl Crow

martedì 22 aprile 2008

come don chisciotte

Sono soddisfatta. Sono contenta. E’ bello avere una soddisfazione dopo un periodo “tranquillo”. Sembra quasi che te la sei meritata e goduta di più. Sudata e guadagnata. Credo di avere capito cosa voglio fare da grande, credo di essere desiderosa e volenterosa di imparare, di ricevere tante porte in faccia e di ricevere anche qualche complimento. E’ una gran bella sensazione. Solo sogni e tante fantasie. Forse conta davvero crederci su una cosa. E io ci voglio credere, punto tutto su di me, punto tutto quello che ho. Mi piace rischiare. E intanto mi rimbocco le maniche..

Listening to “Crazy" Aerosmith

venerdì 11 aprile 2008

Oreeoo Oreeoooo Oreeeeooooo.. ?!?

In tutto il mondo, ogni volta che un biscotto OREO incontra il latte, grandi e bambini riscoprono il gusto di stare insieme.

lunedì 7 aprile 2008

consigli utili e non specchi per allodole

Girando per la rete ho trovato questo test fatto molto bene. Io non faccio politica, non ne so nulla e non rieco a sostenere una conversazione a riguardo. Ma questo ve lo conseglio, per fare un po' di chiarezza, per toglierci ogni dubbio, o semplicemente per provare. Domenica tutti a votare eh!


http://www.voisietequi.it/risposte_utente.html

Listening to "Shpalman" Elio & Le Storie Tese

sabato 29 marzo 2008

giovedì 20 marzo 2008

questa me la LEGO ..al dito

Sono una nostalgica. I mattoncini colorati mi mancano da matti, almeno potevo costruire, fare e disfare qualsiasi cosa. Stasera pensavo, sarebbe bella una cintura di LEGO.. Oddio non proprio così, cambierei sicuramente la fibbia e a anche il bordo bianco.. Però, l'anello va benissimo così, in fondo..anche un LEGO è per sempre..
Listening to "You are my sunshine" Doris Day / "L'Ego" Io, Carlo

martedì 18 marzo 2008

solo due cosette..


Ci sono giorni in cui più ci sforziamo di non pensare, più la mente ci fa lo scherzetto di incastrarsi proprio tra quei pensieri.. OVVIO!
Parole, attimi, pensieri, canzoni...Tutto... un po' di tutto.
Obiettivi, sogni, speranze..
Favole senza lieto fine.
Presente incerto e non molto rassicurante.
Vorrei non pensarci troppo...
Vorrei sentire la voce di qualcuno amico.
Basta così.

Listening to "Vivere il mio tempo" Litfiba

mercoledì 12 marzo 2008

Baustelle live @ Estragon (BO)

- Tra t-shirt all'epoca e furti all'Esselunga-
Nella compilation del Festivalbar dell’anno scorso (forse) c’era una canzone che mi piaceva un sacco, era “Un romantico a Milano” dei Baustelle, nome a me sconosciuto, non sapevo nemmeno chi fossero e da lì cominciai ad ascoltarli. Sabato li ho ascoltati dal vivo all’Estragon di Bologna, ottimi, non mi hanno deluso. Melodici quanto tristi, un pop-rock sofisticato, con testi acidi e malinconici, rammaricati dalla società, rappresentano i pensieri e le paure di una generazione che loro cantano e noi viviamo. Mi hanno stupito con un concerto durato troppo poco per me, un’ora e mezza volata, il leader Francesco è stato ottimo, più convincente di Rachele, ma anche lei non è stata da meno. Voce bellissima, peccato per l’audio che non faceva trasparire le sue parole, comunque molto brava, con quel fascino un po’ mistico e misterioso. Concerto iniziato (o quasi) con l’ormai famosissima "Charlie fa surf", Charlie che passa dalla MDMA fino alla paroxetina, antidepressivi per mantenere un equilibrio già instabile, risultato di una generazione che è la nostra, il mondo di cui facciamo parte ora. Seguito da altri brani tratti dal nuovo album (”Amen”) e da vecchi successi come "La canzone di Alain Delon", "Il corvo Joe" e "La guerra è finita". Segnalo anche "Alfredo", canzone fondamentale del nuovo cd, racconta della storia del bambino che negli anni '80 cadde in un pozzo e lì morì dopo giorni di dirette televisive e notizie, una storia che commosse l’Italia, e che oggi Baustelle ci ripropone. Caspita, mi ha fatto uno strano effetto vedere la folla che canta Baustelle, mi da quasi i brividi, la grandezza del locale mi impedisce di vedere perfettamente, dato che quasi tutti i presenti sono più alti di me pensavo che non sarebbe male che nei due schermi dell’Estragon venisse proiettato direttamente il concerto. Siamo quasi in chiusura e a sorpresa ci regalano una bellissima interpretazione di "Bruci la città", portata al successo da Irene Grandi ma scritta dallo stesso Francesco, la sua vena compositiva non tradisce, il suo modo di interpretarla è unico, non così spensierato e sbarazzino come l’Irene nazionale..Eh si, Baustelle forse a molti non piace, e forse tanti non lo sopportano, ma proporrei solo di andare un po’ più in là del tormentone di Charlie. Basterebbe solo applicarsi un po’ e provare ad ascoltarlo.

(Le foto pubblicate sono frutto di una ricerca nel web e sono proprio del live di Bologna; i concerti sono l'unica occasione in cui decido, per scelta, di privarmi della mia digitale.)

Listening to “Sergio” Baustelle

venerdì 7 marzo 2008

sogni di Novalgina

Ci sono volte in cui comincio diversi post insieme e poi non li finisco mai. Ne ho preparati tanti..mai finiti, incompiuti. Ho diversi sogni e ho diverse prospettive per il mio futuro. A volte penso che mi basta poco per farcela, altre volte vorrei andarmene e mandare tutto a p*****e. Ho un sogno ricorrente. Difficilmente ricordo i sogni. E averne uno ricorrente mi fa stare meglio. E' capitato anche stanotte, e quando mi sono svegliata sono rimasta male perchè pensavo che stavolta fosse accaduto davvero, invece era un altro sogno, sempre lo stesso. Sogno di ritornare a Londra. Ho dei ricordi nitidi, in fondo è stato il mio primo vero viaggio, ma vorrei solo vedere se le strade, gli scorci, i palazzi, la metro e tutto il resto sono rimasti uguali. Nel mio sogno sono sempre con le stesse persone, ci sono tante salite e discese. Quando mi incammino per dirigermi verso il London Eye mi sveglioò. Penso che vorrei rivedere davvero Londra. Forse è solo una strana forma di nostalgia e curiosità. Forse è quasi come regalare lo stesso libro due volte, la stessa dedica o quasi, alla stessa persona ma in due circostanze diverse. Tornare a Londra dopo anni e vedere cos’è cambiato, Londra come metafora del guardarsi dentro, una specie di prima e dopo. Lasciarsi andare via senza un cenno senza una parola, ridere ridere ridere fino a soffocare tutto, domani è un altro giorno ma del doman non v’è certezza!
Listening to Seal "Crazy"