Questa sera ho potuto concludere che se hai un ematoma o una botta che ti fa male sul braccio sinistro tutti..e dico tutti ti toccheranno, picchieranno, sfioreranno con forza il braccio sinistro. Anche se devono solo passare, anche se ti salutano amichevolmente, anche se ti spingono scherzosamente.. é una legge.
Listening to "BEautiful that way" Noa
domenica 1 giugno 2008
giovedì 29 maggio 2008
QUESTIONE DI SGUARDI. "I segnali spesso non significano mai.."
Ci sono sguardi che si incrociano per caso, sguardi fugaci, rubati, istanti e istantanei. Guardare per sedurre, osservare, perdersi in un gioco di
sguardi, come una scena al rallentatore, dirsi qualcosa senza parlare, sguardi che ci emozionano o che ci fanno male, sguardi di intesa fra due persone. Sguardi ammiccanti o “solo” complici, affascinanti e misteriosi. Occhi che non riusciamo a fissare, altri in cui ci perdiamo e vorremmo perderci sempre, occhi che si schivano per paura, che spaventano o rassicurano, occhi che sanno sorridere e occhi che non smettono di piangere, occhi che ci rivelano senza che ce ne rendiamo conto e che lasciano trasparire qualcosa di noi che vorremmo rimanesse solo nostro..uno sguardo vale più di mille parole, se è una frase fatta un motivo ci sarà..
Listening to "Io vorrei..Non vorrei..Ma se vuoi" Lucio Battisti
venerdì 23 maggio 2008
'O Zulù! Che sia solo fame chimica?

Dj set fatto di revival anni 80-90 e qualcosa dei giorni nostri, per sbaglio. Trash, Rettore..Carrà. 883. Eiffel 65, sempre se eran loro quelli di I’m blue. I Vengaboys con Boom Boom Boom. La canzone de La storia infinita. Storico. E in fondo in fondo.. Meg, con Distante. E’ nella mia play list da una settimana, la consiglio. Mi sembra di sentire un tentativo nascosto di somiglianza con Björk, ma ci sta, questa le è uscita bene. Björk mi piace e Meg pure. E’ il mio consiglio del mese. Credo che Meg si ricordi soprattutto per uno dei progetti più carini della sua carriera, la canzone Nessuna Certezza in trio con Elisa e Federi
co Zampaglione (leader dei Tiromancino). Canzone che a suo tempo ho adorato, e che rispolvero volentieri. Ma anche Quello che sei per me con i 99 Posse era carina.. Trovo interessante quanto coraggioso il suo ritorno da solista..ma..quel bravo guaglione di Zulù?
co Zampaglione (leader dei Tiromancino). Canzone che a suo tempo ho adorato, e che rispolvero volentieri. Ma anche Quello che sei per me con i 99 Posse era carina.. Trovo interessante quanto coraggioso il suo ritorno da solista..ma..quel bravo guaglione di Zulù?martedì 6 maggio 2008
l'occhio di Ari
Listening to "Have a nice day" Stereophonics
mercoledì 23 aprile 2008
Era ora!
Domani a quest’ora dormirò sotto il cielo londinese. Non mi pare vero. Mi sembra di guardare questo viaggio e i preparativi sotto l’ottica di una terza persona. Non lo so, non ho ancora realizzato il tutto. Forse è anche l’elemento valigi
a che non mi fa sembrare di dover partire, eh si non l’ho ancora preparata. Il volo è fissato per le 22,30. Arrivo nella city previsto per le 23 e 30, per chi non lo sapesse a Londra si anticipa l’orario di un’ora, praticamente si mette la lancetta indietro di un’ora ahah. Starò via solo tre giorni pieni, peccato, amo Londra, amo respirare l’aria di Londra, amo essere a Londra, amo dire che vado a Londra, la amo anche se non ha il bidet. Voglio essere ambiziosa e trovare un paio di converse abbordabili rosa antico, una maglia col mirino e una t-shirt col cappuccio. Voglio superare il mio sogno e farlo diventare realtà: salire sul London Eye. Londra è stata la mia prima avventura fuori casa, mai preso un aereo prima, mai uscita al di fuori della provincia-regione-stato-ecc.. e mi ritrovai nella città, caos di gente multietnica ferma al semaforo in attesa del verde (adoro la scena della massa che attraversa la strada), che corre per non perdere la metro, che passeggia, che mangia per strada camminando, che fa footing.. Non mi par vero di tornarci dopo 4 anni. Non voglio perdere nemmeno una sensazione, imprigionerò (nel mio taccuino) tutto ciò che sono in grado di fare. Stansted non fare scherzi, che già sono 26 € a bagaglio in stiva! J’arrive..
Listening to "All I wanna do" Sheryl Crow
Listening to "All I wanna do" Sheryl Crow
martedì 22 aprile 2008
come don chisciotte
Listening to “Crazy" Aerosmith
venerdì 11 aprile 2008
Oreeoo Oreeoooo Oreeeeooooo.. ?!?
lunedì 7 aprile 2008
consigli utili e non specchi per allodole
Girando per la rete ho trovato questo test fatto molto bene. Io non faccio politica, non ne so nulla e non rieco a sostenere una conversazione a riguardo. Ma questo ve lo conseglio, per fare un po' di chiarezza, per toglierci ogni dubbio, o semplicemente per provare. Domenica tutti a votare eh!


http://www.voisietequi.it/risposte_utente.html
Listening to "Shpalman" Elio & Le Storie Tese
sabato 29 marzo 2008
giovedì 20 marzo 2008
questa me la LEGO ..al dito
Sono una nostalgica. I mattoncini colorati mi mancano da matti, almeno potevo costruire, fare e disfare qualsiasi cosa. Stasera pensavo, sarebbe bella una cintura di LEGO.. Oddio non proprio così, cambierei sicuramente la fibbia e a anche il bordo bianco.. Però, l'anello va benissimo così, in fondo..anche un LEGO è per sempre..
Listening to "You are my sunshine" Doris Day / "L'Ego" Io, Carlo
martedì 18 marzo 2008
solo due cosette..
Ci sono giorni in cui più ci sforziamo di non pensare, più la mente ci fa lo scherzetto di incastrarsi proprio tra quei pensieri.. OVVIO!
Parole, attimi, pensieri, canzoni...Tutto... un po' di tutto.
Obiettivi, sogni, speranze..
Favole senza lieto fine.
Presente incerto e non molto rassicurante.
Vorrei non pensarci troppo...
Vorrei sentire la voce di qualcuno amico.
Basta così.
Listening to "Vivere il mio tempo" Litfiba
mercoledì 12 marzo 2008
Baustelle live @ Estragon (BO)
- Tra t-shirt all'epoca e furti all'Esselunga-
Nella compilation del Festivalbar dell’anno scorso (forse) c’era una canzone che
mi piaceva un sacco, era “Un romantico a Milano” dei Baustelle, nome a me sconosciuto, non sapevo nemmeno chi fossero e da lì cominciai ad ascoltarli. Sabato li ho ascoltati dal vivo all’Estragon di Bologna, ottimi, non mi hanno deluso. Melodici quanto tristi, un pop-rock sofisticato, con testi acidi e malinconici, rammaricati dalla società, rappresentano i pensieri e le paure di una generazione che loro cantano e noi viviamo. Mi hanno stupito con un concerto durato troppo poco per me, un’ora e mezza volata, il leader Francesco è stato ottimo, più convincente di Rachele, ma anche lei non è stata da meno. Voce bellissima, peccato per l’audio che non faceva trasparire le sue parole, comunque molto brava, con quel fascino un po’ mistico e misterioso. Concerto iniziato (o quasi) con l’ormai famosissima "Charlie fa surf", Charlie che passa dalla MDMA fino alla paroxetina, antidepressivi per mantenere un equilibrio già instabile, risultato di una generazione che è la nostra, il mondo di cui facciamo parte ora. Seguito da altri brani tratti dal nuovo album (”Amen”) e da vecchi successi come "La canzone di Alain Delon", "Il corvo Joe" e "La guerra è finita". Segnalo anche "Alfredo", canzone fondamentale del nuovo cd, racconta della storia del bambino che negli anni '80 cadde in un pozzo e lì morì dopo giorni di dirette televisive e notizie, una storia che commosse l’Italia, e che oggi Baustelle ci ripropone. Caspita, mi ha fatto uno strano effetto vedere la folla che canta Baustelle, mi da quasi i brividi, la grandezza del locale mi impe
disce di vedere perfettamente, dato che quasi tutti i presenti sono più alti di me pensavo che non sarebbe male che nei due schermi dell’Estragon venisse proiettato direttamente il concerto. Siamo quasi in chiusura e a sorpresa ci regalano una bellissima interpretazione di "Bruci la città", portata al successo da Irene Grandi ma scritta dallo stesso Francesco, la sua vena compositiva non tradisce, il suo modo di interpretarla è unico, non così spensierato e sbarazzino come l’Irene nazionale..Eh si, Baustelle forse a molti non piace, e forse tanti non lo sopportano, ma proporrei solo di andare un po’ più in là del tormentone di Charlie. Basterebbe solo applicarsi un po’ e provare ad ascoltarlo.
mi piaceva un sacco, era “Un romantico a Milano” dei Baustelle, nome a me sconosciuto, non sapevo nemmeno chi fossero e da lì cominciai ad ascoltarli. Sabato li ho ascoltati dal vivo all’Estragon di Bologna, ottimi, non mi hanno deluso. Melodici quanto tristi, un pop-rock sofisticato, con testi acidi e malinconici, rammaricati dalla società, rappresentano i pensieri e le paure di una generazione che loro cantano e noi viviamo. Mi hanno stupito con un concerto durato troppo poco per me, un’ora e mezza volata, il leader Francesco è stato ottimo, più convincente di Rachele, ma anche lei non è stata da meno. Voce bellissima, peccato per l’audio che non faceva trasparire le sue parole, comunque molto brava, con quel fascino un po’ mistico e misterioso. Concerto iniziato (o quasi) con l’ormai famosissima "Charlie fa surf", Charlie che passa dalla MDMA fino alla paroxetina, antidepressivi per mantenere un equilibrio già instabile, risultato di una generazione che è la nostra, il mondo di cui facciamo parte ora. Seguito da altri brani tratti dal nuovo album (”Amen”) e da vecchi successi come "La canzone di Alain Delon", "Il corvo Joe" e "La guerra è finita". Segnalo anche "Alfredo", canzone fondamentale del nuovo cd, racconta della storia del bambino che negli anni '80 cadde in un pozzo e lì morì dopo giorni di dirette televisive e notizie, una storia che commosse l’Italia, e che oggi Baustelle ci ripropone. Caspita, mi ha fatto uno strano effetto vedere la folla che canta Baustelle, mi da quasi i brividi, la grandezza del locale mi impe
disce di vedere perfettamente, dato che quasi tutti i presenti sono più alti di me pensavo che non sarebbe male che nei due schermi dell’Estragon venisse proiettato direttamente il concerto. Siamo quasi in chiusura e a sorpresa ci regalano una bellissima interpretazione di "Bruci la città", portata al successo da Irene Grandi ma scritta dallo stesso Francesco, la sua vena compositiva non tradisce, il suo modo di interpretarla è unico, non così spensierato e sbarazzino come l’Irene nazionale..Eh si, Baustelle forse a molti non piace, e forse tanti non lo sopportano, ma proporrei solo di andare un po’ più in là del tormentone di Charlie. Basterebbe solo applicarsi un po’ e provare ad ascoltarlo.(Le foto pubblicate sono frutto di una ricerca nel web e sono proprio del live di Bologna; i concerti sono l'unica occasione in cui decido, per scelta, di privarmi della mia digitale.)
Listening to “Sergio” Baustelle
venerdì 7 marzo 2008
sogni di Novalgina
Listening to Seal "Crazy"
mercoledì 5 marzo 2008
intanto ho preso questa..
Nata in Russia, con questa posso fotografare anche sotto la pioggia, un po' antiquata credo sia dell'inizio anni '80. L'ho presa al mercatino dell'usato a Brugine..per fare un po'di pratica e qualche prova, l'ho smontata e..mi accorgo che dentro c'è una pellicola, che presto svilupperò :-)Listening to "Singin' in the rain" Fred Astaire
mercoledì 27 febbraio 2008
dalla soffitta di Edward:
Ero un po’ scettica perché i musical in genere non mi fanno impazzire, ma la mia ostilità verso questo tipo di film, non è stata più for
te della mia curiosità. Johnny Depp è uno dei miei attori preferiti, forse credo sia stato il mio primo amore fin dai tempi di Edward, poi sono cresciuta e l’ho apprezzato pienamente in Blow, bello e anche un po’ maledetto. Mi trovo un po’ più impreparata su Tim Burton, sfortunatamente ho visto pochi dei suoi lavori, ma prima o poi mi rifarò. Ci viene proposta una Londra dell’800 più cupa che mai, l’arrivo di una barca e di un giovane di belle speranze e di un uomo (Benjamin Barker) che ormai le speranze le ha perse tutte. Un uomo ossessionato da un amore perduto e assetato e ansioso di consumare la sua terribile vendetta, unico scopo uccidere il giudice che gli ha sottratto 15 ani di vita condannandolo ingiustamente, portandogli via la moglie e la figlia. Ora quell’uomo senza speranze si chiama Sweeney Todd, eccellente barbiere, apre il suo salone in Fleet Street, oltre a barba e capelli Sweeney taglia anche gole, colpisce i suoi clienti che finiscono dritti nelle specialità del “ristorantino” di sotto di proprietà della sua complice (Mrs.Lovett). In attesa di tagliare la gola giusta, quella che attende da tanto e che l’ha spinto fin lì. . Se le mani di forbice di Edward sono la rappresentazione simbolica dell’incapacità di comunicare, i rasoi di Sweeney Todd sono la rappresentazione della vendetta e della rabbia che c’è in lui. I volti pallidi e gli occhi arrossati e lo sguardo diabolico rendono il tutto più soddisfacente, la tragica storia viene raccontata a suon di musica, tra humour nerissimo e duetti in inglese sottotitolati (se solo sapessi l’inglese!). Fantastica interpretazione di tutto il cast da J. Deep alla bella Helena Bonham Carter, che non avevo mai visto prima ma ch
e in questo film ci regala un personaggio dalle tante sfaccettature e anche un po’ perverso, ottima la scenografia che rende il tutto quasi surreale, misterioso e decadente, spunta il terrore e il cattivo odore della società. Sorprendente e tra una gola tagliata e un’altra, persino ci si commuove con un finale che ci lascia fermi immobili con un straziante vago ricordo alla Pietà di Michelangelo. Buona visione!
te della mia curiosità. Johnny Depp è uno dei miei attori preferiti, forse credo sia stato il mio primo amore fin dai tempi di Edward, poi sono cresciuta e l’ho apprezzato pienamente in Blow, bello e anche un po’ maledetto. Mi trovo un po’ più impreparata su Tim Burton, sfortunatamente ho visto pochi dei suoi lavori, ma prima o poi mi rifarò. Ci viene proposta una Londra dell’800 più cupa che mai, l’arrivo di una barca e di un giovane di belle speranze e di un uomo (Benjamin Barker) che ormai le speranze le ha perse tutte. Un uomo ossessionato da un amore perduto e assetato e ansioso di consumare la sua terribile vendetta, unico scopo uccidere il giudice che gli ha sottratto 15 ani di vita condannandolo ingiustamente, portandogli via la moglie e la figlia. Ora quell’uomo senza speranze si chiama Sweeney Todd, eccellente barbiere, apre il suo salone in Fleet Street, oltre a barba e capelli Sweeney taglia anche gole, colpisce i suoi clienti che finiscono dritti nelle specialità del “ristorantino” di sotto di proprietà della sua complice (Mrs.Lovett). In attesa di tagliare la gola giusta, quella che attende da tanto e che l’ha spinto fin lì. . Se le mani di forbice di Edward sono la rappresentazione simbolica dell’incapacità di comunicare, i rasoi di Sweeney Todd sono la rappresentazione della vendetta e della rabbia che c’è in lui. I volti pallidi e gli occhi arrossati e lo sguardo diabolico rendono il tutto più soddisfacente, la tragica storia viene raccontata a suon di musica, tra humour nerissimo e duetti in inglese sottotitolati (se solo sapessi l’inglese!). Fantastica interpretazione di tutto il cast da J. Deep alla bella Helena Bonham Carter, che non avevo mai visto prima ma ch
e in questo film ci regala un personaggio dalle tante sfaccettature e anche un po’ perverso, ottima la scenografia che rende il tutto quasi surreale, misterioso e decadente, spunta il terrore e il cattivo odore della società. Sorprendente e tra una gola tagliata e un’altra, persino ci si commuove con un finale che ci lascia fermi immobili con un straziante vago ricordo alla Pietà di Michelangelo. Buona visione!
mercoledì 20 febbraio 2008
IL Sottovalutato

Ho preso questo orologio. Alla “modica” cifra di 19€. Non piace a nessuno, o quasi. Sembra un po’ l’orologio delle patatine o anche delle palline da un euro. E’ in gomma, è subacqueo e mi ha colpito subito. C’è anche la data. E’ comodo, leggerissimo e non si riga. Non tira i peli ed esteticamente è poco appariscente. http://www.too2late.com/ ci sono parecchi colori, ho provato anche a sforzarmi..lo volevo prendere nero, ma mi sono sbizzarrita e l’ho preso viola = )
Listening to "Time is running out" Muse
martedì 19 febbraio 2008
-Proposta del mese-
Dopo Antonello (Venditti) metto Antonella! La Ruggiero! Eh si, per caso mi hanno fatto ascoltare il cd e dopo aver scoperto che bene o male le conoscevo tutte ho rivalutato la stupenda voce di Vacanze Romane. “Registrazioni Moderne” è un disco dove riprende e ripropone tutti i maggiori successi dei Matia Bazar con la collaborazione di cantanti e gruppi. Sbagliatissimo considerarlo un “The best of..” ma qui parliamo di una raccolta di brani completamente modificati e riarrangiati..in sostanza quindi praticamente nuovi. Ottima l’interpretazione di “Per un’ora d’amore” con il bravo Samuel dei Subsonica, canzone riadattata e rimodernizzata in stile Subsonica, un po’ elettronica anche se vogliamo e la voce di Samuel non ha paragoni, oso e dico che ci viene regalata la tracce migliore dell’album. Non tutte le canzoni hanno tratto "giovamento dal rifacimento" a mio avviso, vedi la canzone con La Pina “Solo tu”, un po’ come un Fabri Fibra di oggi, non mi piace, troppo tamarra rappata..no no rovinata... forse anche perché ero affezionata a una vecchia versione collaborativa con Fiorello che mi sembrava molto più orecchiabile. Poi vi sono ben due versione di Vacanze Romane una con Rapsodija Trio e un'altra versione alla fine dell'album assieme a Madaski. Vi partecipano anche i Ritmo Tribale, Timoria (bellissima interpretazione in “Ti sento”), Bluvertigo, Banda Osiris (che rifanno in chiave reggae "Mister Mandarino"), Ars Ludi, Scisma; gruppi del vecchio Tora Tora (a chi lo ricorda, io ho i Cd omaggiati col Tutto). L’ascolto è una continua scoperta, un contrasto con la memoria che ognuno ha delle canzoni in oggetto e l’inaspettata attualità delle nuove proposte. Credo che conosciate la voce di Antonella, a volte non mi piace la smania di usare il falsetto ovunque ma mi chiedo anche come fa a raggiungere note imprendibili per qualsiasi persona normale (e infatti lei non ha una voce che si può definire normale). Consigliato. Ottimo!Listening to "Amore Lontanissimo" Antonella Ruggiero
martedì 12 febbraio 2008
il mio mare
Listening to “Il mare d’inverno” Loredana Bertè
“..é come un film in bianco e nero visto alla tv”.. Un film gran bello però!
giovedì 7 febbraio 2008
l'importanza del post scriptum
Il trailer mi ispirava, anche se un po’ intimorita dalla possibilità di un film surreale..invece no, storia fluida, attori ottimi, scelta d
elle musiche azzeccata e poi, in parte ambientato in Irlanda e questa è la ciliegina sulla torta! Preparate i fazzoletti! Holly (Hilary Swank) si sposa giovanissima con Gerry (Gerard Butler, che poi ho scoperto solo dopo il film che lui è il Leonida di 300). Si amano, bella coppia, alti e bassi, ma si amano, lui si ammala gravemente e muore, Holly ora è sola, disperata. Ma Gerry prima di morire le scrive una serie di lettere che le arriveranno in modi e in tempi diversi e che la aiuteranno a superare il dolore. Ogni lettera non è un modo per tenere Holly ancorata al passato, ma un passo avanti, un passo verso il futuro, ogni mese un messaggio che le possa essere d’aiuto per ritornare a vivere anche senza di lui, e alla fine di ogni lettera non dimentica mai di ricordarle una cosa P.S.: I love you. Non sono mancate le scene da lacrimoni, e non sto qui a elencarle perché sono molti i tratti in cui mi sono venuti gli occhi lucidi e ho sentito na lacrima scivolarmi sulla guancia, soprattutto nel dialogo tra Holly e sua madre, una sorta di “resa dei conti” in senso buono, un tirare le somme.. E’ incredibile come avvertivo dentro di me le sensazioni che avrà provato Gerry nello scrivere quelle lettere, il dolore di morire, di andare via senza aver scelto che vada così, lasciare la persona che si ama, rassegnarsi e non poter far nulla. Una frase mi ha colpito tantissimo; Gerry in una lettera dice: "Tu sei stata la mia vita, io sono stato solo un capitolo della tua.."!ma quanto amore c'è in questa frase??? Amare una persona, sapere che non può più essere tua e allo stesso tempo "darle la possibilità" di rifarsi una vita. Pian piano Holly impara che deve continuare a vivere anche senza il suo Gerry, purtroppo a volte è così e tu non puoi far niente solo restare e cercare di andare avanti nel miglior modo possibile. Da vedere !
“Mira alla luna se le manchi sarai sempre tra le stelle”
Listening to “Il cielo d’Irlanda” Fiorella Mannoia
elle musiche azzeccata e poi, in parte ambientato in Irlanda e questa è la ciliegina sulla torta! Preparate i fazzoletti! Holly (Hilary Swank) si sposa giovanissima con Gerry (Gerard Butler, che poi ho scoperto solo dopo il film che lui è il Leonida di 300). Si amano, bella coppia, alti e bassi, ma si amano, lui si ammala gravemente e muore, Holly ora è sola, disperata. Ma Gerry prima di morire le scrive una serie di lettere che le arriveranno in modi e in tempi diversi e che la aiuteranno a superare il dolore. Ogni lettera non è un modo per tenere Holly ancorata al passato, ma un passo avanti, un passo verso il futuro, ogni mese un messaggio che le possa essere d’aiuto per ritornare a vivere anche senza di lui, e alla fine di ogni lettera non dimentica mai di ricordarle una cosa P.S.: I love you. Non sono mancate le scene da lacrimoni, e non sto qui a elencarle perché sono molti i tratti in cui mi sono venuti gli occhi lucidi e ho sentito na lacrima scivolarmi sulla guancia, soprattutto nel dialogo tra Holly e sua madre, una sorta di “resa dei conti” in senso buono, un tirare le somme.. E’ incredibile come avvertivo dentro di me le sensazioni che avrà provato Gerry nello scrivere quelle lettere, il dolore di morire, di andare via senza aver scelto che vada così, lasciare la persona che si ama, rassegnarsi e non poter far nulla. Una frase mi ha colpito tantissimo; Gerry in una lettera dice: "Tu sei stata la mia vita, io sono stato solo un capitolo della tua.."!ma quanto amore c'è in questa frase??? Amare una persona, sapere che non può più essere tua e allo stesso tempo "darle la possibilità" di rifarsi una vita. Pian piano Holly impara che deve continuare a vivere anche senza il suo Gerry, purtroppo a volte è così e tu non puoi far niente solo restare e cercare di andare avanti nel miglior modo possibile. Da vedere !“Mira alla luna se le manchi sarai sempre tra le stelle”
Listening to “Il cielo d’Irlanda” Fiorella Mannoia
La vita è proprio un Carnevale? O il Carnevale aiuta a vivere meglio?
Listening to "Danziamo" Io, Carlo
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