domenica 1 giugno 2008

Questa sera ho potuto concludere che se hai un ematoma o una botta che ti fa male sul braccio sinistro tutti..e dico tutti ti toccheranno, picchieranno, sfioreranno con forza il braccio sinistro. Anche se devono solo passare, anche se ti salutano amichevolmente, anche se ti spingono scherzosamente.. é una legge.

Listening to "BEautiful that way" Noa

giovedì 29 maggio 2008

QUESTIONE DI SGUARDI. "I segnali spesso non significano mai.."

Ci sono sguardi che si incrociano per caso, sguardi fugaci, rubati, istanti e istantanei. Guardare per sedurre, osservare, perdersi in un gioco di sguardi, come una scena al rallentatore, dirsi qualcosa senza parlare, sguardi che ci emozionano o che ci fanno male, sguardi di intesa fra due persone. Sguardi ammiccanti o “solo” complici, affascinanti e misteriosi. Occhi che non riusciamo a fissare, altri in cui ci perdiamo e vorremmo perderci sempre, occhi che si schivano per paura, che spaventano o rassicurano, occhi che sanno sorridere e occhi che non smettono di piangere, occhi che ci rivelano senza che ce ne rendiamo conto e che lasciano trasparire qualcosa di noi che vorremmo rimanesse solo nostro..uno sguardo vale più di mille parole, se è una frase fatta un motivo ci sarà..

Listening to "Io vorrei..Non vorrei..Ma se vuoi" Lucio Battisti

venerdì 23 maggio 2008

'O Zulù! Che sia solo fame chimica?


Dj set fatto di revival anni 80-90 e qualcosa dei giorni nostri, per sbaglio. Trash, Rettore..Carrà. 883. Eiffel 65, sempre se eran loro quelli di I’m blue. I Vengaboys con Boom Boom Boom. La canzone de La storia infinita. Storico. E in fondo in fondo.. Meg, con Distante. E’ nella mia play list da una settimana, la consiglio. Mi sembra di sentire un tentativo nascosto di somiglianza con Björk, ma ci sta, questa le è uscita bene. Björk mi piace e Meg pure. E’ il mio consiglio del mese. Credo che Meg si ricordi soprattutto per uno dei progetti più carini della sua carriera, la canzone Nessuna Certezza in trio con Elisa e Federico Zampaglione (leader dei Tiromancino). Canzone che a suo tempo ho adorato, e che rispolvero volentieri. Ma anche Quello che sei per me con i 99 Posse era carina.. Trovo interessante quanto coraggioso il suo ritorno da solista..ma..quel bravo guaglione di Zulù?

martedì 6 maggio 2008

l'occhio di Ari

Sono tornata a Londra dopo quattro anni. E ripeto, era ora.. tornare in un posto così lontano dopo qualche tempo fa uno strano effetto, avvolta da un turbinio di emozioni indescrivibili. Lo ammetto, non ero pronta, non avevo realizzato il fatto di tornare a Londra fino a quando non ho ripercorso la strada che dall’aeroporto di Stansted mi porta direttamente nel centro della città. Ho riconosciuto delle vie familiari, cazzo fa fico definire famigliare un posto come Londra. Forse sarà troppo ma io Londra me la sento dentro, l’ho sentita un po’mia fin da subito, amore a prima vista. Arrivo in tarda serata, seduta in uno dei taxi neri, con l'autista a sinistra e il portafoglio pieno di sterline...cosa posso desiderare di più??! Hotel a South Kensigton, stanze come cuccette, ascensore scricchiolante, impera la moquette, assenza di bidet, camera impostata da corridoio e leggermente squallidina. Non mi aspettavo granchè, però non mi lamento, a pochi passi dalla “tube” e vicinissimo ad un market aperto anche di notte, un simil Apu londinese più ristretto e che vende la birra sottobanco anche se non può. Breakfast scarsa e poco sostanziosa, ma fortunatamente la zona ci offre ricche colazioni all’inglese a 5 sterline o poco più. Non mi lamento nemmeno del clima, di pioggia ne abbiamo presa abbastanza ma solo il primo giorno, poi ci siamo godute due giorni di cielo limpido e un bel sole caldino. Una cosa che mi piace è accendere la tv e vedere le previsioni meteo, non capirne molto ma vedere la sagoma della Gran Bretagna, mi fa strano, sempre. Ho visto il cambio della guardia, e mi dispiace dirlo ma credo sia tutto tempo perso, se poi attendi l’evento sotto la pioggia la cosa mi scazza ancora di più, le guardie che stanno ferme impalate tutto il giorno. A un tratto si muovono, fanno due passi di marcia, roteano il fucile, e si rimettono ferme. E noi le fotografiamo. Però mi sono rifatta con un giro alla National Gallery e al British Museum, ingresso gratuito. Nel primo spicca la stele di Rosetta e nel secondo basta solo osservare come ci accoglie l’edificio per restarne stupiti. Ce l’ho fatta finalmente..ho fatto il giro nella tanto attesa ruota panoramica di Londra, il London Eye, confesso di non averla guardata tutta prima di salirci, per paura di cambiare idea, gran bel panorama, anche se leggermente soporifero ma mi sono trattenuta sveglia per osservare il cielo da lassù. Adoro Notting Hill e i negozietti e le bancarelle che ci sono lì, cose assurde, guantoni di cuoio, accessori vintage per giocare a golf, mezzi busti, manichini, macchine fotografiche, vecchi abiti retrò, collane, orecchini..di tutto. Nelle stazioni della metro, una voce dall’oltretomba ci avverte di fare attenzione al gradino tra la banchina e il treno. Ci sono anche dei manifesti che ribadiscono il concetto. Mind the gap. Giro di rito al museo delle cere (Madame Tussaud’s), e relax lungo Oxford Street, di importante rilevanza Hamley’s, un negozio di giocattoli enorme, dove tutti i commessi sembrano degli eterni Peter Pan, sbarbati e pagati per giocare e dispensare sorrisi, e dove ho scoperto che vendono la neve finta, una sorta di prodotto chimico che diluito con acqua diventa neve, ma.. troppo soffice. Ci sono un sacco di persone il cui unico lavoro è reggere un cartello. Sul cartello c’è la pubblicità di qualcosa. Spesso è solo un negozio che dista a mezzo metro. Il Tower Bridge è sempre un’emozione, è forse il mio scorcio di Londra preferito, si vede come si incrocia il moderno con l’antico, la storia e l’evoluzione, unica concorrenza il Big Ben. Qui sembrano tutti attori, tutti diversi, e camminare per le vie del centro è come stare in un film. Ho tralasciato un po’ di cose non perché meno importanti ma perché altrimenti potrei fare un blog solo su Londra, vi consiglio vivamente di portare i vostri figli al Natural History Museum, famoso per il dinosauro gigante (che a me non esalta granchè) ma soprattutto interessantissimo e curato nei minimi dettagli. Per i figli più grandi consiglio un giro per Camden Town fa sempre bene e ci trovi sempre qualcosa da comprare risparmiando qualche sterlina, per le mamme invece basta rinchiuderle da Harrods, troppo enorme e dispersivo, e non fa proprio per me.. Mi dispiace solo di non essere riuscita a fare un paio di cosette che avevo in programma, vedi passare per l’Holland park e fare una foto (leggermente fuori mano), andare da Tesco e prendere la salsa barbecue (mi sono dimenticata) e mangiare jappo al Wagamama (sempre troppo full)..ma non ha importanza, dovrò pur ritornarci ancora! Faremo anche questo sforzo..


Listening to "Have a nice day" Stereophonics

mercoledì 23 aprile 2008

Era ora!

Domani a quest’ora dormirò sotto il cielo londinese. Non mi pare vero. Mi sembra di guardare questo viaggio e i preparativi sotto l’ottica di una terza persona. Non lo so, non ho ancora realizzato il tutto. Forse è anche l’elemento valigia che non mi fa sembrare di dover partire, eh si non l’ho ancora preparata. Il volo è fissato per le 22,30. Arrivo nella city previsto per le 23 e 30, per chi non lo sapesse a Londra si anticipa l’orario di un’ora, praticamente si mette la lancetta indietro di un’ora ahah. Starò via solo tre giorni pieni, peccato, amo Londra, amo respirare l’aria di Londra, amo essere a Londra, amo dire che vado a Londra, la amo anche se non ha il bidet. Voglio essere ambiziosa e trovare un paio di converse abbordabili rosa antico, una maglia col mirino e una t-shirt col cappuccio. Voglio superare il mio sogno e farlo diventare realtà: salire sul London Eye. Londra è stata la mia prima avventura fuori casa, mai preso un aereo prima, mai uscita al di fuori della provincia-regione-stato-ecc.. e mi ritrovai nella città, caos di gente multietnica ferma al semaforo in attesa del verde (adoro la scena della massa che attraversa la strada), che corre per non perdere la metro, che passeggia, che mangia per strada camminando, che fa footing.. Non mi par vero di tornarci dopo 4 anni. Non voglio perdere nemmeno una sensazione, imprigionerò (nel mio taccuino) tutto ciò che sono in grado di fare. Stansted non fare scherzi, che già sono 26 € a bagaglio in stiva! J’arrive..


Listening to "All I wanna do" Sheryl Crow

martedì 22 aprile 2008

come don chisciotte

Sono soddisfatta. Sono contenta. E’ bello avere una soddisfazione dopo un periodo “tranquillo”. Sembra quasi che te la sei meritata e goduta di più. Sudata e guadagnata. Credo di avere capito cosa voglio fare da grande, credo di essere desiderosa e volenterosa di imparare, di ricevere tante porte in faccia e di ricevere anche qualche complimento. E’ una gran bella sensazione. Solo sogni e tante fantasie. Forse conta davvero crederci su una cosa. E io ci voglio credere, punto tutto su di me, punto tutto quello che ho. Mi piace rischiare. E intanto mi rimbocco le maniche..

Listening to “Crazy" Aerosmith

venerdì 11 aprile 2008

Oreeoo Oreeoooo Oreeeeooooo.. ?!?

In tutto il mondo, ogni volta che un biscotto OREO incontra il latte, grandi e bambini riscoprono il gusto di stare insieme.

lunedì 7 aprile 2008

consigli utili e non specchi per allodole

Girando per la rete ho trovato questo test fatto molto bene. Io non faccio politica, non ne so nulla e non rieco a sostenere una conversazione a riguardo. Ma questo ve lo conseglio, per fare un po' di chiarezza, per toglierci ogni dubbio, o semplicemente per provare. Domenica tutti a votare eh!


http://www.voisietequi.it/risposte_utente.html

Listening to "Shpalman" Elio & Le Storie Tese

sabato 29 marzo 2008

giovedì 20 marzo 2008

questa me la LEGO ..al dito

Sono una nostalgica. I mattoncini colorati mi mancano da matti, almeno potevo costruire, fare e disfare qualsiasi cosa. Stasera pensavo, sarebbe bella una cintura di LEGO.. Oddio non proprio così, cambierei sicuramente la fibbia e a anche il bordo bianco.. Però, l'anello va benissimo così, in fondo..anche un LEGO è per sempre..
Listening to "You are my sunshine" Doris Day / "L'Ego" Io, Carlo

martedì 18 marzo 2008

solo due cosette..


Ci sono giorni in cui più ci sforziamo di non pensare, più la mente ci fa lo scherzetto di incastrarsi proprio tra quei pensieri.. OVVIO!
Parole, attimi, pensieri, canzoni...Tutto... un po' di tutto.
Obiettivi, sogni, speranze..
Favole senza lieto fine.
Presente incerto e non molto rassicurante.
Vorrei non pensarci troppo...
Vorrei sentire la voce di qualcuno amico.
Basta così.

Listening to "Vivere il mio tempo" Litfiba

mercoledì 12 marzo 2008

Baustelle live @ Estragon (BO)

- Tra t-shirt all'epoca e furti all'Esselunga-
Nella compilation del Festivalbar dell’anno scorso (forse) c’era una canzone che mi piaceva un sacco, era “Un romantico a Milano” dei Baustelle, nome a me sconosciuto, non sapevo nemmeno chi fossero e da lì cominciai ad ascoltarli. Sabato li ho ascoltati dal vivo all’Estragon di Bologna, ottimi, non mi hanno deluso. Melodici quanto tristi, un pop-rock sofisticato, con testi acidi e malinconici, rammaricati dalla società, rappresentano i pensieri e le paure di una generazione che loro cantano e noi viviamo. Mi hanno stupito con un concerto durato troppo poco per me, un’ora e mezza volata, il leader Francesco è stato ottimo, più convincente di Rachele, ma anche lei non è stata da meno. Voce bellissima, peccato per l’audio che non faceva trasparire le sue parole, comunque molto brava, con quel fascino un po’ mistico e misterioso. Concerto iniziato (o quasi) con l’ormai famosissima "Charlie fa surf", Charlie che passa dalla MDMA fino alla paroxetina, antidepressivi per mantenere un equilibrio già instabile, risultato di una generazione che è la nostra, il mondo di cui facciamo parte ora. Seguito da altri brani tratti dal nuovo album (”Amen”) e da vecchi successi come "La canzone di Alain Delon", "Il corvo Joe" e "La guerra è finita". Segnalo anche "Alfredo", canzone fondamentale del nuovo cd, racconta della storia del bambino che negli anni '80 cadde in un pozzo e lì morì dopo giorni di dirette televisive e notizie, una storia che commosse l’Italia, e che oggi Baustelle ci ripropone. Caspita, mi ha fatto uno strano effetto vedere la folla che canta Baustelle, mi da quasi i brividi, la grandezza del locale mi impedisce di vedere perfettamente, dato che quasi tutti i presenti sono più alti di me pensavo che non sarebbe male che nei due schermi dell’Estragon venisse proiettato direttamente il concerto. Siamo quasi in chiusura e a sorpresa ci regalano una bellissima interpretazione di "Bruci la città", portata al successo da Irene Grandi ma scritta dallo stesso Francesco, la sua vena compositiva non tradisce, il suo modo di interpretarla è unico, non così spensierato e sbarazzino come l’Irene nazionale..Eh si, Baustelle forse a molti non piace, e forse tanti non lo sopportano, ma proporrei solo di andare un po’ più in là del tormentone di Charlie. Basterebbe solo applicarsi un po’ e provare ad ascoltarlo.

(Le foto pubblicate sono frutto di una ricerca nel web e sono proprio del live di Bologna; i concerti sono l'unica occasione in cui decido, per scelta, di privarmi della mia digitale.)

Listening to “Sergio” Baustelle

venerdì 7 marzo 2008

sogni di Novalgina

Ci sono volte in cui comincio diversi post insieme e poi non li finisco mai. Ne ho preparati tanti..mai finiti, incompiuti. Ho diversi sogni e ho diverse prospettive per il mio futuro. A volte penso che mi basta poco per farcela, altre volte vorrei andarmene e mandare tutto a p*****e. Ho un sogno ricorrente. Difficilmente ricordo i sogni. E averne uno ricorrente mi fa stare meglio. E' capitato anche stanotte, e quando mi sono svegliata sono rimasta male perchè pensavo che stavolta fosse accaduto davvero, invece era un altro sogno, sempre lo stesso. Sogno di ritornare a Londra. Ho dei ricordi nitidi, in fondo è stato il mio primo vero viaggio, ma vorrei solo vedere se le strade, gli scorci, i palazzi, la metro e tutto il resto sono rimasti uguali. Nel mio sogno sono sempre con le stesse persone, ci sono tante salite e discese. Quando mi incammino per dirigermi verso il London Eye mi sveglioò. Penso che vorrei rivedere davvero Londra. Forse è solo una strana forma di nostalgia e curiosità. Forse è quasi come regalare lo stesso libro due volte, la stessa dedica o quasi, alla stessa persona ma in due circostanze diverse. Tornare a Londra dopo anni e vedere cos’è cambiato, Londra come metafora del guardarsi dentro, una specie di prima e dopo. Lasciarsi andare via senza un cenno senza una parola, ridere ridere ridere fino a soffocare tutto, domani è un altro giorno ma del doman non v’è certezza!
Listening to Seal "Crazy"

mercoledì 5 marzo 2008

intanto ho preso questa..

Nata in Russia, con questa posso fotografare anche sotto la pioggia, un po' antiquata credo sia dell'inizio anni '80. L'ho presa al mercatino dell'usato a Brugine..per fare un po'di pratica e qualche prova, l'ho smontata e..mi accorgo che dentro c'è una pellicola, che presto svilupperò :-)

Listening to "Singin' in the rain" Fred Astaire

mercoledì 27 febbraio 2008

dalla soffitta di Edward:

Ero un po’ scettica perché i musical in genere non mi fanno impazzire, ma la mia ostilità verso questo tipo di film, non è stata più forte della mia curiosità. Johnny Depp è uno dei miei attori preferiti, forse credo sia stato il mio primo amore fin dai tempi di Edward, poi sono cresciuta e l’ho apprezzato pienamente in Blow, bello e anche un po’ maledetto. Mi trovo un po’ più impreparata su Tim Burton, sfortunatamente ho visto pochi dei suoi lavori, ma prima o poi mi rifarò. Ci viene proposta una Londra dell’800 più cupa che mai, l’arrivo di una barca e di un giovane di belle speranze e di un uomo (Benjamin Barker) che ormai le speranze le ha perse tutte. Un uomo ossessionato da un amore perduto e assetato e ansioso di consumare la sua terribile vendetta, unico scopo uccidere il giudice che gli ha sottratto 15 ani di vita condannandolo ingiustamente, portandogli via la moglie e la figlia. Ora quell’uomo senza speranze si chiama Sweeney Todd, eccellente barbiere, apre il suo salone in Fleet Street, oltre a barba e capelli Sweeney taglia anche gole, colpisce i suoi clienti che finiscono dritti nelle specialità del “ristorantino” di sotto di proprietà della sua complice (Mrs.Lovett). In attesa di tagliare la gola giusta, quella che attende da tanto e che l’ha spinto fin lì. . Se le mani di forbice di Edward sono la rappresentazione simbolica dell’incapacità di comunicare, i rasoi di Sweeney Todd sono la rappresentazione della vendetta e della rabbia che c’è in lui. I volti pallidi e gli occhi arrossati e lo sguardo diabolico rendono il tutto più soddisfacente, la tragica storia viene raccontata a suon di musica, tra humour nerissimo e duetti in inglese sottotitolati (se solo sapessi l’inglese!). Fantastica interpretazione di tutto il cast da J. Deep alla bella Helena Bonham Carter, che non avevo mai visto prima ma che in questo film ci regala un personaggio dalle tante sfaccettature e anche un po’ perverso, ottima la scenografia che rende il tutto quasi surreale, misterioso e decadente, spunta il terrore e il cattivo odore della società. Sorprendente e tra una gola tagliata e un’altra, persino ci si commuove con un finale che ci lascia fermi immobili con un straziante vago ricordo alla Pietà di Michelangelo. Buona visione!

mercoledì 20 febbraio 2008

IL Sottovalutato



Ho preso questo orologio. Alla “modica” cifra di 19€. Non piace a nessuno, o quasi. Sembra un po’ l’orologio delle patatine o anche delle palline da un euro. E’ in gomma, è subacqueo e mi ha colpito subito. C’è anche la data. E’ comodo, leggerissimo e non si riga. Non tira i peli ed esteticamente è poco appariscente. http://www.too2late.com/ ci sono parecchi colori, ho provato anche a sforzarmi..lo volevo prendere nero, ma mi sono sbizzarrita e l’ho preso viola = )

Listening to "Time is running out" Muse

martedì 19 febbraio 2008

-Proposta del mese-

Dopo Antonello (Venditti) metto Antonella! La Ruggiero! Eh si, per caso mi hanno fatto ascoltare il cd e dopo aver scoperto che bene o male le conoscevo tutte ho rivalutato la stupenda voce di Vacanze Romane. “Registrazioni Moderne” è un disco dove riprende e ripropone tutti i maggiori successi dei Matia Bazar con la collaborazione di cantanti e gruppi. Sbagliatissimo considerarlo un “The best of..” ma qui parliamo di una raccolta di brani completamente modificati e riarrangiati..in sostanza quindi praticamente nuovi. Ottima l’interpretazione di Per un’ora d’amore” con il bravo Samuel dei Subsonica, canzone riadattata e rimodernizzata in stile Subsonica, un po’ elettronica anche se vogliamo e la voce di Samuel non ha paragoni, oso e dico che ci viene regalata la tracce migliore dell’album. Non tutte le canzoni hanno tratto "giovamento dal rifacimento" a mio avviso, vedi la canzone con La Pina “Solo tu”, un po’ come un Fabri Fibra di oggi, non mi piace, troppo tamarra rappata..no no rovinata... forse anche perché ero affezionata a una vecchia versione collaborativa con Fiorello che mi sembrava molto più orecchiabile. Poi vi sono ben due versione di Vacanze Romane una con Rapsodija Trio e un'altra versione alla fine dell'album assieme a Madaski. Vi partecipano anche i Ritmo Tribale, Timoria (bellissima interpretazione in “Ti sento”), Bluvertigo, Banda Osiris (che rifanno in chiave reggae "Mister Mandarino"), Ars Ludi, Scisma; gruppi del vecchio Tora Tora (a chi lo ricorda, io ho i Cd omaggiati col Tutto). L’ascolto è una continua scoperta, un contrasto con la memoria che ognuno ha delle canzoni in oggetto e l’inaspettata attualità delle nuove proposte. Credo che conosciate la voce di Antonella, a volte non mi piace la smania di usare il falsetto ovunque ma mi chiedo anche come fa a raggiungere note imprendibili per qualsiasi persona normale (e infatti lei non ha una voce che si può definire normale). Consigliato. Ottimo!

Listening to "Amore Lontanissimo" Antonella Ruggiero

martedì 12 febbraio 2008

il mio mare

Arrivata a destinazione. Mi giro la sciarpa intorno al collo e chiudo la zip, chiudo la portiera dell’auto e mi incammino. Mi ritrovo avvolta dal vento freddo dell’inverno, che prende il sopravvento tra le forme del mio viso. Mi volto indietro per un secondo, mi viene da ricordare il calore dell’estate, un’estate passata al lavoro, tra albe, tante e pochi pigri tramonti più di pensieri che di luci. Di un settembre tanto temuto quanto sperato. Ed ora sono qua, sola, sola con il mare d’inverno, con un sole debole e senza gente intorno. Nient’altro che il rumore delle onde che si adagiano sulla sabbia e il vento che gioca a spostare le dune e a creare nuove forme che come i miei pensieri sono solo rumori di fondo, rumori fuori campo al suono dei miei passi che tentano di andare avanti abbandonando le orme alle spalle. Mentre, cerco di guardarmi avanti.

Listening to “Il mare d’inverno” Loredana Bertè

“..é come un film in bianco e nero visto alla tv”.. Un film gran bello però!

giovedì 7 febbraio 2008

l'importanza del post scriptum

Il trailer mi ispirava, anche se un po’ intimorita dalla possibilità di un film surreale..invece no, storia fluida, attori ottimi, scelta delle musiche azzeccata e poi, in parte ambientato in Irlanda e questa è la ciliegina sulla torta! Preparate i fazzoletti! Holly (Hilary Swank) si sposa giovanissima con Gerry (Gerard Butler, che poi ho scoperto solo dopo il film che lui è il Leonida di 300). Si amano, bella coppia, alti e bassi, ma si amano, lui si ammala gravemente e muore, Holly ora è sola, disperata. Ma Gerry prima di morire le scrive una serie di lettere che le arriveranno in modi e in tempi diversi e che la aiuteranno a superare il dolore. Ogni lettera non è un modo per tenere Holly ancorata al passato, ma un passo avanti, un passo verso il futuro, ogni mese un messaggio che le possa essere d’aiuto per ritornare a vivere anche senza di lui, e alla fine di ogni lettera non dimentica mai di ricordarle una cosa P.S.: I love you. Non sono mancate le scene da lacrimoni, e non sto qui a elencarle perché sono molti i tratti in cui mi sono venuti gli occhi lucidi e ho sentito na lacrima scivolarmi sulla guancia, soprattutto nel dialogo tra Holly e sua madre, una sorta di “resa dei conti” in senso buono, un tirare le somme.. E’ incredibile come avvertivo dentro di me le sensazioni che avrà provato Gerry nello scrivere quelle lettere, il dolore di morire, di andare via senza aver scelto che vada così, lasciare la persona che si ama, rassegnarsi e non poter far nulla. Una frase mi ha colpito tantissimo; Gerry in una lettera dice: "Tu sei stata la mia vita, io sono stato solo un capitolo della tua.."!ma quanto amore c'è in questa frase??? Amare una persona, sapere che non può più essere tua e allo stesso tempo "darle la possibilità" di rifarsi una vita. Pian piano Holly impara che deve continuare a vivere anche senza il suo Gerry, purtroppo a volte è così e tu non puoi far niente solo restare e cercare di andare avanti nel miglior modo possibile. Da vedere !

“Mira alla luna se le manchi sarai sempre tra le stelle”

Listening to “Il cielo d’Irlanda” Fiorella Mannoia

La vita è proprio un Carnevale? O il Carnevale aiuta a vivere meglio?

Il Carnevale di Venezia andrà via via scomparendo. Ci sono andata anche quest’anno, molto meno gente degli anni scorsi. Ne approfitto per fare un giro per la città, ogni tanto una visitina ci sta bene. Venezia non è male, mi sono sempre piaciute la calli soprattutto quelle più strette, i canali e gli innumerevoli ponti, le gondole.. Sostengo che sia uno Stato a parte, anche solo il fatto delle barriere e delle passerelle per l’acqua alta mi fa pensare, credo che Venezia potrebbe diventare come San Marino o come il Vaticano. Il Carnevale a Venezia è tradizione, è storia. Per fortuna però non si tratta della solita festa dove il caos e il tirare tutto diventano protagonisti, non è neppure quel tipo di festa dove ci sono le sfilate di immensi carri allegorici. Qui i protagonisti sono le persone, gente che arriva da ogni posto, abiti del ‘600, ‘700, ‘800 curati dettagliatamente, trucchi perfetti, e accessori ricercati, riproduzioni fedeli. E folle di turisti che immortalano il tutto con le loro digitali, qualche fotografo con la sua attrezzatura professionale pronto a cogliere la maschera migliore. Credo sia un occasione per gli adulti a ritornare bambini. Mi hanno sempre fatto paura/ tristezza i clown. Da piccola mi sono vestita da Pulcinella, da Arlecchino e da Pierrot. Poi l’ultimo anno le maestre elementari hanno avuto la genialata di farci vestire da matite e gomme (???). Preferivo i soliti classici.. anche se forse un bel vestito da Pritt Stick sarebbe stato molto originale..

Listening to "Danziamo" Io, Carlo